QUATTRO LE VITTIME ITALIANE, UNDICI I FERITI. FORZE ARMATE IN LUTTO

La procura militare di Roma ha avviato un fascicolo di indagine per la caduta dell’elicottero italiano ieri in Bosnia Erzegovina con a bordo quindici persone. Il velivolo, un CH-47 Chinook era impegnato nella missione Eufor Althea che fornisce supporto e addestramento ai militari bosniaci. E’ precipitato per cause in corso di accertamento in fase di decollo nei pressi del villaggio di Gorice, dopo un avvitamento anomalo che lo ha portato a schiantarsi a terra. Quattro le vittime, i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, e due appartenenti al Corpo militare della Croce Rossa, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci. Altri 11 sono rimasti feriti nell’impatto ma le loro condizioni non destano preoccupazione. Cordoglio è stato espresso dalle massime autorità dello Stato. “Quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia” ha scritto sui social la premier Giorgia Meloni che al Circo Massimo ha reso omaggio alle vittime assieme al ministro della Difesa Guido Crosetto. L’incidente arriva proprio alla vigilia della ricorrenza del 4 novembre, Festa delle Forze Armata, che sarà celebrata in una atmosfera di profondo raccoglimento. Annullata la cerimonia inaugurale che doveva tenersi al Villaggio della Difesa, a Roma. “Il Villaggio era stato pensato come uno spazio di incontro tra le Forze Armate e i cittadini, un luogo di festa, di conoscenza e di riconoscenza verso le donne e gli uomini che ogni giorno servono il Paese“ rende noto il Ministero della Difesa. “Oggi, alla luce di quanto accaduto, quel luogo assume un significato ancora più profondo. Diventa uno spazio di raccoglimento, di memoria e di partecipazione, nel quale l’intera comunità nazionale possa stringersi idealmente attorno ai nostri Caduti, alle loro famiglie, ai feriti e a tutti coloro che stanno vivendo queste ore difficili”. Avviata nel 2004 l’operazione Eufor- Althea ha il compito di contribuire alla stabilizzazione dell’Area e all’addestramento delle forze armate locali dopo la guerra che sconvolse i Balcani tra il 1992 e il 1995. Attualmente il comando della missione, che opera sotto l’autorità del Consiglio dell’Unione Europea, è tornato all’Italia già in precedenza alla guida dell’operazione tra il dicembre 2005 e il dicembre 2006 e successivamente tra il dicembre 2008 e il dicembre 2009. Il Generale di divisione dell’Esercito Maurizio Fronda ha assunto il comando della forza multinazionale, con sede a Camp Butmir, a Sarajevo.

S.B.


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