E’ in continua evoluzione la conta delle vittime del disastro ferroviario in Spagna. Nello scontro tra due treni ad alta velocità nei pressi di Urda, sulla linea Madrid-Siviglia, avrebbero perso la vita almeno 69 persone mentre altri 180 sarebbero rimasti feriti. Tra i dispersi ci sono anche due italiane con doppia cittadinanza argentina e venezuelana. Altri connazionali però sarebbero rimasti coinvolti riportando comunque ferite non gravi. A perdere la vita anche l’ex ministro del Lavoro spagnolo, Fatima Banez che era a bordo del convoglio Iryo investito in pieno da un treno Alvia di Renfe, la compagnia statale. “Stiamo seguendo le indagini per chiarire le cause di questo tragico incidente” ha detto il premier Pedro Sanchez. “Non è ammissibile che un Paese come la Spagna soffra due incidenti di queste caratteristiche in un anno”, riferendosi all’altra sciagura ferroviaria del 18 gennaio scorso ad Adamuz (Cordoba), in cui morirono 46 persone, sempre sulla stessa linea dell’alta velocità Madrid-Siviglia. Annunciati tre giorni di lutto nazionale. Un errore umano sarebbe alla base della tragedia dopo una sequenza di guasti al sistema Lzb di controllo automatico del traffico ferroviario. Sotto accusa il via libera dato ad un treno nonostante la presenza di un altro convoglio sullo stesso binario. Nell’impatto devastante quattro carrozze sono deragliate. A Toledo dove sono state trasferite le salme si stanno già completando le autopsie mentre i soccorritori continuano ancora a cercare resti umani tra le tonnellate di rottami con l’aiuto di unità cinofile e droni termici.

S.B.


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