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SEQUESTRI E PERQUISIZIONI IN TUTTA ITALIA. IL BILANCIO DEI DANNI

Dopo le ultime manifestazioni che hanno replicato gli scontri avvenuti nelle grandi città a fine ottobre le indagini cercano di ricostruire il mosaico di gruppi, formazioni e movimenti che hanno dato vita agli scontri e ai disordini, culminati speso in guerriglia urbana. Il primo dato è che una marea di chat ha incitato a compiere violenze e provocare tafferugli in occasione delle proteste organizzate contro il carovita, il riarmo e il Governo. “Andate in piazza e spaccate tutto” è stato il messaggio lanciato. Raccolto purtroppo da orde di giovanissimi, studenti, oltre ad antagonisti, autonomi e cosiddetti “maranza” di seconda generazione. Le decine di perquisizioni effettuate dalla polizia dopo le mobilitazioni per lo sciopero generale del 30 ottobre hanno portato in tutta Italia al sequestro di oggetti contundenti, repliche di pistole, spray urticanti, passamontagna. A preoccupare soprattutto la presenza nei disordini di minori e ragazzi, quelli appartenenti alla cosiddetta Generazione Z, che privi di qualsiasi legame con i gruppi più attivi nei tafferugli e scollegati dai movimenti antagonisti, si sono lasciati andare alle violenze portando dietro addirittura mazze, coltelli, martelletti frangivetro, bottiglie da lanciare, maschere antigas, partecipando inoltre ai saccheggi e ai danneggiamenti. Un fenomeno “inedito” è stato detto, che ha spiazzato e disorientato le forze dell’ordine chiamate a fronteggiare più fronti. A Roma cariche degli agenti e idranti in azione contro i manifestanti che cercavano di superare il cordone di polizia, nei pressi del Colosseo e poi su Ponte Sisto e su Lungotevere Testaccio. Presidiati da agenti in tenuta antisommossa piazza Montecitorio e piazza Colonna a difesa di Camera e Palazzo Ghigi. Non sono mancati cassonetti e biciclette date alle fiamme.  Lancio di uova e cariche in piazza Castello a Torino quando i manifestanti si sono avvicinati alla Prefettura e in serata nel centro storico dove è stato necessario anche ricorrere ai lacrimogeni. Tensioni anche a Milano, Napoli, Bologna. Complessivamente 7 le persone denunciate e 369 quelle identificate. Già il 24 ottobre il bilancio delle manifestazioni nelle città “blindate” era stato di 4.292 persone identificate, 371 accompagnate o fermate negli uffici di polizia (di cui 110 minorenni), 87 denunce e 9 arresti. In precedenza il 17 ottobre i danni per le manifestazioni nelle grandi città italiane avevano raggiunto il milione e mezzo di euro superando solo a Milano gli 860 mila euro tra vetrine distrutte, furti, incassi persi, devastazioni. Proprio nel capoluogo lombardo dopo la guerriglia urbana ed i saccheggi si contavano 104 operatori delle forze dell’ordine feriti, 17 arresti e 22 denunciati. Si guarda adesso al 20 novembre come una data ad alto rischio per lo sciopero generale indetto dalla Cgil e che potrebbe innescare nuovi disordini e violenze.                                                             S.B.


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